Tutela dei Consumatori: risarcimento del danno per connessione internet troppo lenta

Suscita grande interesse la sentenza del Giudice di Pace di Monza, n. 407/2022, con oggetto una lite tra un utente e la compagnia telefonica che aveva fornito un servizio inferiore alle previsioni contrattuali.
L’accordo stipulato, infatti, prevedeva la fornitura di un servizio di connessione internet su fibra, con esplicita previsione di una velocità non inferiore a 50 mbts e massima di 100 mbts.
Tuttavia, dopo la stipula del contratto, la Compagnia Telefonica comunicava al cliente che, per “non meglio specificate ragioni tecniche”, risultava impossibile raggiungere la velocità minima garantita, proponendo, quindi, una riduzione del canone, che l’utente non accettava.
Ad avviso del Giudice, nel momento in cui formula l’offerta, infatti, la Compagnia è tenuta a verificare preventivamente se la velocità proposta si poteva realmente assicurare, tenuto conto di tutte le variabili.
Colpevolmente, solo a posteriori la Compagnia aveva svolto gli accertamenti del caso e verificato che le concrete condizioni di erogazione del servizio non avrebbero permesso di raggiungere le velocità garantite da contratto.
Nella fattispecie, le prestazioni garantite dal contratto non erano realistiche ma, secondo il Giudice, la situazione concreta va verificata prima di concludere il contratto, altrimenti, come nel caso in oggetto, si deve parlare di inadempimento agli obblighi contrattuali.
La Compagnia è stata condannata al risarcimento del danno cagionato all’utente per circa 4.000 euro, calcolato sulla base della delibera AGCOM 347/18, che prevede un indennizzo di 3 euro al giorno per ogni giorno di malfunzionamento oltre euro 1.000 per lite temeraria, per aver disatteso l’invito dell’utente a risolvere in via bonaria la questione davanti al Corecom, causando in questo modo un aumento di costi che potevano essere evitati.