Con la sentenza n. 3619 in data 22.4.2024, il Consiglio di Stato ha nuovamente chiarito i presupposti della legittimazione e dell’interesse al ricorso in caso di controversia tra operatori commerciali concorrenti.

Con riguardo al concetto di vicinitas commerciale, la definizione è stata precisata sotto tre profili: in primo luogo, il tipo di interesse che con il ricorso in materia può esser fatto valere, profilo che rileva in punto legittimazione al ricorso; in secondo e in terzo luogo, la definizione del bacino di utenza rilevante e la prova dell’effettivo danno al volume di affari, profili che rilevano in punto interesse al ricorso.

Sotto il primo profilo, la giurisprudenza ha già avuto modo di affermare che l’interesse azionabile in termini di vicinitas commerciale è appunto un interesse di tipo commerciale.

La conclusione è nel senso di ricavare dall’art. 31 d.l. 201/2011 un limite agli interessi che sulla base della semplice vicinitas commerciale si possono far valere, e limitare quindi la legittimazione al ricorso alla tutela di interessi concernenti “la necessità di garantire la tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, e dei beni culturali”, ciò è a dire degli unici interessi per i quali la pubblica autorità può limitare o escludere l’insediamento di esercizi commerciali. Ammettere il ricorso a tutela di interessi di tipo diverso, infatti, andrebbe a servire un interesse di mero fatto a limitare la concorrenza a salvaguardia di una propria posizione già acquisita.

Sotto il secondo ed il terzo profilo, con riguardo al bacino di utenza è stato ribadito che si tratta di un concetto scientifico. Esso coincide con“l’area raggiungibile a partire da un punto prefissato su una cartina, il cosiddetto “baricentro”, seguendo gli assi stradali. L’individuazione del “bacino di utenza” implica, quindi, l’applicazione di criteri specialistici e metodi di calcolo non surrogabili attraverso la comune esperienza o la scienza privata del Giudice”, né tantomeno surrogabili con le semplici allegazioni di una parte, che la controparte contesti.

Sotto il terzo profilo, la considerazione di fondo per cui la concorrenza è principio del sistema, salve tassative eccezioni, porta a ritenere che la prova del pregiudizio derivante dall’insediamento della nuova impresa che si vuol contestare debba esser data in modo rigoroso, senza che esso si possa presumere, e che si debba trattare di un pregiudizio significativo.