Responsabilità da cose in custodia: quando il custode non risponde?

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 9487 del 9 aprile 2024, ha confermato che la responsabilità ex articolo 2051 cod. civ. non trova applicazione a fronte di un sinistro causato unicamente dall’imprudenza e dalla negligenza del danneggiato, che ben avrebbe potuto avvedersi della pericolosità del luogo e prestare la dovuta attenzione, evitando, così, la caduta.
La Corte ribadisce un orientamento ormai consolidato, secondo cui quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del danneggiato, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso, connotandosi per l’esclusiva efficienza causale nella produzione del sinistro.