Gennaio 2025 – Novità sulla gestione del Contributo Unificato: le modifiche della Legge di Bilancio 2025
La legge di bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024 n. 207) introduce modifiche rilevanti nella gestione del contributo unificato, in particolare per semplificare e accelerare le procedure di recupero in caso di insufficiente pagamento del contributo stesso. Prima delle modifiche, in caso di pagamento parziale o errato del contributo unificato, l’ufficio procedeva alla notifica di un invito al pagamento, dando al contribuente un termine per saldare la somma dovuta. Con l’entrata in vigore del comma 3-bis all’articolo 248 del DPR 155/2002, tuttavia, la procedura è stata modificata. Ora, nel caso di omesso o insufficiente pagamento, non è più necessario inviare un invito formale tramite PEC, ma l’ufficio o la società Equitalia Giustizia S.p.A. iscriveranno direttamente a ruolo l’importo mancante, comprensivo degli interessi legali e delle sanzioni previste. Se il pagamento non avviene entro sessanta giorni, la procedura prevede l’attivazione dell’esecuzione forzata per il recupero del credito.
Un’altra modifica significativa riguarda l’abrogazione dell’articolo 289 del DPR 155/2002, che in precedenza stabiliva che una percentuale dei crediti recuperati venisse destinata alla cassa di previdenza dei cancellieri. Questo articolo è stato eliminato a seguito del trasferimento delle attività di recupero a Equitalia Giustizia S.p.A., che ora si occupa esclusivamente del recupero delle spese processuali civili e penali.
Per quanto riguarda le procedure esecutive, la legge di bilancio 2025 introduce una novità per le istanze di ricerca telematica dei beni da pignorare. In base all’articolo 492-bis del Codice di Procedura Civile, il creditore che richiede tale ricerca dovrà versare il contributo unificato contestualmente alla domanda, prima della notifica del precetto o prima che decorra il termine previsto per il pagamento. Questa disposizione mira a rendere più rapido e sicuro l’accesso alle informazioni necessarie per il pignoramento dei beni.
Infine, una modifica riguarda l’importo del contributo unificato per le controversie in materia di accertamento della cittadinanza italiana. La legge di bilancio 2025 stabilisce che, per queste controversie, il contributo dovuto è pari a 600 euro per ciascun ricorrente, anche se la domanda viene proposta congiuntamente da più persone. In tal caso, ogni parte coinvolta nel procedimento sarà tenuta a versare il contributo, senza alcuna esenzione legata al numero di ricorrenti. Questo adeguamento mira a uniformare l’importo del contributo per questo tipo di procedimenti, che in passato era soggetto a una diversa determinazione, a seconda della situazione specifica.
