Corte di Cassazione civile, Sezione Lav. 31 marzo 2017 n. 7179: vi è mera interposizione fittizia di manodopera e non appalto c.d. “endoaziendale” se l’appaltatore mette a disposizione del committente una prestazione lavorativa, senza che da parte sua vi sia una reale organizzazione della prestazione lavorativa finalizzata ad un risultato produttivo autonomo e senza l’assunzione di un rischio d’impresa relativo al servizio fornito. Continua a leggere

Con sentenza n. 25201 del 7.12.2016 la Cassazione torna ad affrontare il tema dei confini del giustificato motivo oggettivo di licenziamento, esaminando puntualmente i due contrastanti orientamenti formatisi all’interno della stessa Cassazione e aderendo – in aperto contrasto con la maggioritaria giurisprudenza che ritiene legittimo solo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo fondato sul riassetto organizzativo dell’azienda da ricondursi alla necessità di far fronte a situazioni sfavorevoli e perduranti, ovvero sulla necessità di far fronte a spese di carattere straordinario – al minoritario orientamento della stessa Cassazione secondo cui ““le ragioni inerenti l’attività produttiva di cui all’art. 3 della I. n. 604 del 1966 possono derivare anche “da riorganizzazioni o ristrutturazioni, quali ne siano le finalità e quindi comprese quelle dirette al risparmio dei costi o all’incremento dei profitti””. Continua a leggere

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza n. 4315 depositata il 20.2.2017, ha ritenuto legittimo il licenziamento di una dipendente che ha violato in maniera reiterata gli obblighi di diligenza e di correttezza, nell’esecuzione della prestazione lavorativa, anche se affetta da invalidità. Continua a leggere

Con sentenza n. 22798 del 9.11.2016 la Cassazione interviene ancora una volta sul tema del repechage, argomento “caldo” degli ultimi mesi in relazione al quale si registrano diverse pronunce, anche in contrasto tra loro, che, affrontando la problematica qui in esame sotto il profilo degli oneri di allegazione e prova, con sentenze che costituiscono un vero e proprio revirement (V. Cass. 5592/2016), addossano al datore di lavoro, sia l’onere di provare di non poter ricollocare il lavoratore in esubero, sia il relativo onere di allegazione. Continua a leggere

Ai fini dell’individuazione della soglia degli esuberi utile per la qualificazione di un licenziamento come “collettivo”, occorre conteggiare i licenziamenti avvenuti nella singola entità economica distinta in cui si prevede di effettuare i licenziamenti e non aver riguardo all’intera impresa interessata. E’ questo quanto stabilito dalla Corte di Giustizia UE nella recente sentenza 30 aprile 2015 C-80/2014. Continua a leggere